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giovedì 10 febbraio 2011

Potatura delle rose

Oggi bellissima giornata, assenza di vento, sole splendente, ideale per iniziare la cura dell'orto, del frutteto e del giardino. Le rose ormai hanno già iniziato a gemmare perciò è ora di potarle, sia le rampicanti che le altre sono pronte  per la primavera. Ho potato per bene i miei rosai, ora mi aspetto una bella fioritura come fu lo scorso anno. In particolare  modo sono ansioso per 2 rosai ( rosa chinensis mutabilis ), che mi emozionano ogni volta che fioriscono! Il fiore quando sboccia è giallo caldo, poi con il passare dei giorni il colore vira verso l'arancio per terminare la fioritura con un colore di un bel rosso fuoco!
Ho 12 qualità di rose, si va dal bianco al violetto compreso il giallo e il rosa, ho fatto diverse talee che metterò a dimora nel mese di aprile sperando che attecchiscano! Già hanno le gemme ma non so se sono riuscite a fare le radici, vedremo.


Ho iniziato a potare un pero, è una pianta vecchiotta ma fa ancora buoni frutti, aveva sviluppato in estate lunghi polloni segno che il vigore c'è e perciò attendo che lei faccia il suo dovere anche quest'anno.
L'estate scorsa avevo messo un piccolo frutto dentro una bottiglia e l'avevo attaccata al ramo stesso, poi in settembre l'ho staccata e il pero sviluppato all'interno faceva bella mostra. L'ho poi riempita di ottima grappa che ora ogni tanto mi bevo alla salute di tutti.

lunedì 7 febbraio 2011

CURIOSITA' legata alla cucina

Può l'inappetenza sconfiggere la tirannia?
Questa domanda trova la risposta in un celebre piatto mantovano, "gli agnolotti ignudi."
Siamo nel 1312 e il tiranno Rinaldo Bonaccolsi detto il "Passerino," uomo feroce e crudele che spadroneggiava tra Modena, Reggio e Mantova, oltre la crudeltà aveva la passione per la cucina, amava provare nuove ricette, naturalmente i cuochi erano sempre pronti a soddisfarlo pena le punizioni che infliggeva. Un giorno chiese a un suo cuoco di portargli in tavola " una minestra che non siano di tortellini nè di cappelletti, che non sia un nuovo sapore ma una nuova ricetta, altrimenti..."
Il poveretto era certo che se non avesse esaudito il desiderio del potente, la sua testa sarebbe stata posta sotto la mannaia del boia.
Il disperato non sapendo cosa fare rimase mogio mogio con la testa fra le mani piangendo, una giovane sguattera visto il dramma che si consumava propose questa ricetta, mescolare un uovo nella farcia dei tortellini, farne delle pallottoline e buttarle nel brodo di cappone che stava bollendo sul fuoco. Rassodati, furono serviti a tavola, erano nati gli "agnolotti ignudi" e il tiranno li apprezzò tanto da fare un complimento al cuoco, cosa rara per lui.
Il "Passerino" non godette per molto tempo di questa ricetta, infatti la città di Mantova stanca per i soprusi e le angherie continue dell'uomo, si ribellò, e guidata dal capitano del popolo Luigi Corradi di Gonzaga cacciò il tiranno e iniziò la signoria dei Gonzaga che governò per secoli la città, facendola diventare una delle corti reali più apprezzate d'Europa.

domenica 6 febbraio 2011






Passione

Improvvisamente .... una mania mi ha preso.
Non degnavo di uno sguardo le cactacee, erano piante che non mi dicevano nulla, sono sempre stato appassionato di rose,  calle, gerani, altri colori! altra natura!  Provo grandi emozioni quando mi dedico alla loro coltivazione.
Mi è stata regalata una pianta cactacea  e precisamente  una "Selenerius Hamatus," l'ho posta sopra un armadietto in veranda, non la degnavo di uno sguardo, lei, silenziosa, cresceva e incurante dell'abbandono totale allungò i suoi rami cadenti di circa 30 centimetri, quel tanto da spostare il suo peso verso l'esterno del mobiletto cadendo giù fragorosamente. Il vaso di coccio rotto in mille pezzi, il terriccio secco sparso per il pavimento e lei beffarda mi mostrava le sue nude radici.
In quel momento mi accorsi di come avesse voluto vivere nonostante mi fossi dimenticato di lei, la natura voleva che mi impegnassi per una pianta che non mi diceva nulla fino ad allora.
Con pazienza la rinvasai, la posi in un luogo soleggiato del giardino, la innaffiai per bene e mi posi alla ricerca in internet di come va curata questa specie. A distanza di 2 anni devo dire che mi sono affezionato a lei, d'inverno quando la porto al riparo in casa e la metto sul muretto su alla fine della scala  lei fa bella mostra con la sua cascata di rami pendenti, ora è diventata la regina in assoluto del posto e ogni persona che sale si meraviglia per la sua bellezza.